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Aprire un bar: guida completa con costi reali e iter burocratico

di Redazione RistoratorePro Pubblicato il Aggiornato il 08/07/2026 12 min di lettura

Aprire un bar: sogno o investimento ragionato?

Il bar è una delle attività commerciali più diffuse in Italia e, non a caso, una delle più ambite da chi vuole entrare nella ristorazione. L'investimento può essere più contenuto rispetto a un ristorante, il modello operativo è più semplice e gli orari — pur lunghi — sono più prevedibili.

Ma la realtà è che molti bar chiudono nei primi due anni. La differenza tra chi sopravvive e chi prospera sta nella preparazione: conoscere i costi reali, le licenze necessarie e i margini effettivi prima di investire un euro.

Costi di avviamento: quanto serve davvero

L'investimento varia enormemente in base a location, dimensione e se si parte da zero o si subentra in un'attività esistente.

Aprire da zero

  • Ristrutturazione locale (50-80 mq): €25.000-€60.000 — impianto idraulico, elettrico, pavimenti, bancone, bagno a norma
  • Attrezzature: €15.000-€30.000 — macchina caffè professionale (€5.000-€12.000, spesso in comodato d'uso), banco frigo, vetrina, lavastoviglie, forno per brioches
  • Arredi: €5.000-€15.000 — tavoli, sedie, sgabelli, illuminazione
  • Licenze e burocrazia: €3.000-€7.000 — SCIA, corso SAB, commercialista, adeguamenti
  • Insegna e branding: €1.500-€4.000
  • Capitale circolante: €10.000-€20.000 per i primi 2-3 mesi

Totale da zero: €60.000-€140.000

Subentrare in un bar esistente

Il subentro è spesso più conveniente. Si paga l'avviamento (il valore dell'attività), che dipende dal fatturato e dalla posizione. Range tipico: €20.000-€80.000 per l'avviamento + eventuali lavori di rinnovo. Guida al subentro

Iter burocratico passo passo

  1. Requisiti personali: devi avere il corso SAB (Somministrazione Alimenti e Bevande), ex REC. Se hai un diploma alberghiero o esperienza documentata di almeno 2 anni nel settore, potresti esserne esente. Dettagli sul corso SAB
  2. Apertura partita IVA: con codice ATECO 56.30.00 (bar e altri esercizi simili senza cucina) o 56.10.11 (se prevedi somministrazione pasti)
  3. Iscrizione Camera di Commercio e INPS/INAIL
  4. SCIA al SUAP: la Segnalazione Certificata di Inizio Attività va presentata allo Sportello Unico del Comune. Include planimetria, dichiarazioni tecniche, piano HACCP
  5. Notifica sanitaria ASL: il locale deve rispettare i requisiti igienico-sanitari. L'ASL può fare un sopralluogo prima o dopo l'apertura
  6. Licenza di somministrazione alcolici: necessaria se vendi alcolici (e quasi tutti i bar lo fanno). Guida alla licenza alcolici
  7. Registratore telematico: obbligatorio dal primo giorno per l'invio dei corrispettivi all'Agenzia delle Entrate
  8. SIAE/SCF: se diffondi musica nel locale. Costi e requisiti SIAE

Margini sulle consumazioni: dove si guadagna davvero

Il bar ha margini molto variabili a seconda del prodotto:

  • Caffè espresso: il food cost di un caffè è molto basso (pochi centesimi di materia prima), ma il prezzo di vendita è contenuto. Il margine percentuale è altissimo, quello assoluto è piccolo. Il caffè è il prodotto che porta traffico, non quello che genera utile da solo
  • Cappuccino e bevande al latte: margine leggermente inferiore al caffè per il costo del latte, ma prezzo di vendita più alto
  • Cornetti e brioches: food cost intorno al 20-30% se acquistati surgelati da un buon fornitore. Margine assoluto interessante
  • Aperitivi e cocktail: il food cost degli alcolici si aggira sul 15-25%. È la fascia oraria più redditizia in termini di margine per cliente
  • Pranzi veloci: se offri panini, insalate o piatti freddi, il food cost sale al 30-40% ma lo scontrino medio aumenta molto

Personale: quante persone servono

Un bar di dimensioni medie (50-70 mq) in una città ha bisogno di:

  • Titolare al banco: nella maggior parte dei bar piccoli, il titolare lavora dietro al banco almeno nei primi anni
  • 1-2 dipendenti: per coprire turni mattina/sera e giorni di riposo. Costo lordo per dipendente: €1.800-€2.500/mese
  • Extra per il weekend: se il sabato e la domenica sono i giorni di punta, un part-time è quasi indispensabile

Il costo del personale è la voce più pesante dopo l'affitto. Pianificalo con attenzione.

La macchina del caffè: comodato d'uso o acquisto?

Molti torrefattori offrono la macchina in comodato d'uso gratuito in cambio dell'esclusiva sul caffè. I pro e i contro:

  • Comodato: nessun investimento iniziale, manutenzione inclusa, ma sei vincolato al fornitore e al suo prezzo. Se il caffè non è buono, non puoi cambiare
  • Acquisto: libertà di scegliere la miscela, possibilità di cambiare fornitore, ma investimento iniziale significativo (€5.000-€12.000 per una macchina professionale a 2-3 gruppi)

Per un bar che vuole puntare sulla qualità del caffè come elemento distintivo, l'acquisto è la scelta migliore a medio termine.

Errori frequenti di chi apre un bar

  • Non calcolare il punto di pareggio: quanti caffè, cornetti e aperitivi devi vendere al giorno per coprire i costi fissi? Fai i calcoli prima
  • Scegliere la location solo perché costa poco: un bar vive di passaggio. Una via secondaria con affitto basso può significare zero clienti
  • Non prevedere la fascia aperitivo/sera: il bar che chiude alle 15:00 rinuncia alla fascia oraria più redditizia
  • Sottovalutare le utenze: un bar consuma molta energia (macchina caffè, frigo, illuminazione, riscaldamento). Prevedi €500-€1.000/mese
  • Non avere un piano marketing: anche un bar ha bisogno di farsi conoscere. Instagram, Google Business e il passaparola attivo sono il minimo

Conviene aprire un bar nel 2026?

Il bar resta un modello di business solido se gestito con competenza. I bar che funzionano meglio sono quelli con un'identità chiara: il bar della colazione premium, il cocktail bar serale, il bar con proposte salutiste, il bar del quartiere con community fedele. Evita il bar generico che fa tutto e niente. Specializzati, conosci i tuoi numeri e investi nella qualità dell'esperienza, non solo del prodotto.

Redazione RistoratorePro

La redazione di RistoratorePro.it è composta da professionisti della ristorazione e consulenti di settore. Ogni guida viene scritta, verificata e aggiornata periodicamente per fornire informazioni pratiche e affidabili a chi gestisce un locale in Italia.

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