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WhatsApp come canale di ordinazione: guida operativa per ristoratori

di Redazione RistoratorePro Pubblicato il 02/07/2026 Aggiornato il 02/07/2026 11 min di lettura

Prima di investire in un'app o in un widget di ordinazione, c'è una soluzione che funziona subito, costa zero e che i tuoi clienti sanno già usare: WhatsApp. Il 95% degli italiani lo ha installato sul telefono. Usarlo come canale per ordini asporto e delivery non richiede alcun investimento tecnologico — solo un po' di organizzazione.

Configurare WhatsApp Business per gli ordini

Primo passo: se non l'hai ancora fatto, passa da WhatsApp normale a WhatsApp Business (gratuito, si scarica dagli store). Le differenze rilevanti per un ristorante:

  • Profilo aziendale: nome del locale, indirizzo, orari, link al sito. Il cliente vede che sta scrivendo a un'attività, non a un privato.
  • Catalogo prodotti: puoi caricare il menu con foto, descrizioni e prezzi. Il cliente sfoglia il catalogo direttamente nella chat e seleziona i piatti.
  • Risposte rapide: messaggi preconfigurati per le domande frequenti ("Siamo aperti dalle 12 alle 15 e dalle 19 alle 23") che invii con una scorciatoia.
  • Messaggi di benvenuto e assenza: risposte automatiche per chi scrive fuori orario ("Grazie per averci scritto! Al momento siamo chiusi, risponderemo domani alle 10").
  • Etichette: organizza le chat per stato: "Nuovo ordine", "In preparazione", "Pronto", "Consegnato".

Il flusso d'ordine ideale

Ecco un flusso che funziona nella pratica:

  1. Il cliente invia un messaggio con l'ordine, in forma libera o selezionando dal catalogo.
  2. Tu confermi l'ordine con un riepilogo: piatti, totale, orario di ritiro/consegna previsto. Usa un messaggio preconfigurato: "Ordine confermato: [piatti]. Totale: [importo]. Pronto per le [ora]. Pagamento alla consegna/ritiro."
  3. Prepari l'ordine e aggiorni lo stato con un messaggio: "Il tuo ordine è pronto! Puoi passare a ritirarlo." oppure "Il rider è partito, arriva tra 15 minuti."
  4. Chiudi l'ordine con un messaggio di ringraziamento e un invito a tornare.

Gestire il volume: quando WhatsApp non basta più

WhatsApp funziona bene fino a 15-20 ordini al giorno gestiti da una persona. Oltre, servono accorgimenti:

  • WhatsApp Business API: la versione "enterprise" che permette di collegare il numero a un CRM, gestire le conversazioni con più operatori, e inviare messaggi automatizzati. Costo: da 50-100 euro/mese tramite provider come Twilio, MessageBird o piattaforme italiane come Spoki.
  • Chatbot per le risposte iniziali: un bot che accoglie il cliente, mostra il menu e raccoglie l'ordine in modo strutturato prima di passare la conversazione a un operatore umano.
  • Integrazione con il POS: alcune piattaforme permettono di trasformare un messaggio WhatsApp in una comanda che arriva direttamente in cucina, senza trascrizione manuale.

Pagamento: le opzioni

WhatsApp non ha un sistema di pagamento integrato in Italia. Le opzioni:

  • Pagamento alla consegna/ritiro: la più semplice. Contante o POS portatile.
  • Link di pagamento: invii un link Stripe, SumUp o PayPal nella chat. Il cliente clicca, paga, tu ricevi la conferma. Costo: commissione standard della piattaforma.
  • Bonifico istantaneo: funziona per ordini sopra i 20-30 euro, meno pratico per piccoli importi.

Promuovere il canale WhatsApp

Il canale WhatsApp va promosso attivamente:

  • QR code su tavoli e bancone: "Ordina anche da asporto: scrivici su WhatsApp" con il QR code che apre direttamente la chat con il tuo numero.
  • Link wa.me sul sito e sui social: il link wa.me/39XXXXXXXXXX apre una chat WhatsApp con il tuo numero. Aggiungilo nel profilo Instagram, nella bio di Facebook e nel sito.
  • Scontrino: stampa il numero WhatsApp in fondo allo scontrino: "Per ordini asporto e delivery: scrivici su WhatsApp".
  • Google Business Profile: aggiungi il numero WhatsApp come contatto diretto nella scheda Google.

Errori da evitare

  • Non rispondere entro 10 minuti: su WhatsApp il cliente si aspetta una risposta quasi immediata. Se non puoi garantirla, usa il messaggio di assenza automatico.
  • Inviare promozioni non richieste: WhatsApp non è una newsletter. Invia messaggi promozionali solo a chi ha espressamente acconsentito, e non più di 1-2 volte al mese.
  • Menu non aggiornato nel catalogo: se il catalogo WhatsApp mostra piatti che non fai più, il cliente ordina qualcosa che non puoi preparare. Aggiornalo ogni volta che cambi il menu.
  • Usare il numero personale: usa sempre un numero dedicato al locale con WhatsApp Business. Il numero personale crea confusione e non ha le funzionalità aziendali.

WhatsApp è il canale di partenza ideale per qualsiasi ristorante che vuole iniziare a ricevere ordini digitali senza investire in tecnologia. Quando il volume cresce, potrai sempre passare a una soluzione più strutturata — ma nel frattempo avrai già costruito un canale diretto con i tuoi clienti.

Redazione RistoratorePro

La redazione di RistoratorePro.it è composta da professionisti della ristorazione e consulenti di settore. Ogni guida viene scritta, verificata e aggiornata periodicamente per fornire informazioni pratiche e affidabili a chi gestisce un locale in Italia.

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Domande frequenti

WhatsApp Business è gratuito per il ristorante?

Sì, l'app WhatsApp Business è gratuita e include profilo aziendale, catalogo prodotti, risposte rapide e messaggi automatici. La versione API per volumi elevati (oltre 15-20 ordini al giorno) ha un costo di 50-100 euro al mese tramite provider esterni.

Come ricevo il pagamento degli ordini via WhatsApp?

WhatsApp non ha un sistema di pagamento integrato in Italia. Le opzioni sono: pagamento alla consegna/ritiro (contante o POS), link di pagamento (Stripe, SumUp, PayPal) inviato in chat, o bonifico istantaneo per ordini di importo più alto.

Quanti ordini al giorno posso gestire con WhatsApp?

Con l'app WhatsApp Business standard, una persona riesce a gestire bene 15-20 ordini al giorno. Oltre, servono la versione API con più operatori e automazioni, oppure un sistema di ordinazione online dedicato.

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