Introduzione: il dehors come risorsa per il ristorante
Il dehors - lo spazio esterno allestito con tavoli, sedie e coperture antistante il locale - rappresenta per molti ristoranti una risorsa fondamentale, sia in termini di posti a sedere aggiuntivi che di attrattivita' commerciale. Tuttavia, quando questo spazio insiste su suolo pubblico (marciapiedi, piazze, portici), la sua occupazione e' soggetta a una specifica disciplina normativa che il ristoratore deve conoscere e rispettare.
In questa guida analizzeremo il quadro normativo nazionale e le procedure per ottenere le autorizzazioni necessarie, con un focus sugli aspetti pratici che ogni ristoratore deve considerare.
Il quadro normativo nazionale
L'occupazione di suolo pubblico e' disciplinata da diverse fonti normative:
- D.Lgs. 507/1993: disciplinava la TOSAP (Tassa per l'Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche)
- D.Lgs. 446/1997: introduceva il COSAP (Canone per l'Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche) come alternativa alla TOSAP
- L. 160/2019 (art. 1, commi 816-847) e L. 178/2020: hanno istituito il Canone Unico Patrimoniale (CUP), che dal 1 gennaio 2021 ha sostituito TOSAP, COSAP e altre imposte
- D.Lgs. 285/1992 (Codice della Strada), art. 20 e 27: regolano l'occupazione del suolo stradale
- Regolamenti comunali specifici per l'occupazione di suolo pubblico e per i dehors
Dal TOSAP/COSAP al Canone Unico Patrimoniale
Dal 2021, TOSAP e COSAP sono stati unificati nel Canone Unico Patrimoniale. Questo canone e' dovuto al Comune per l'occupazione permanente o temporanea di aree appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dell'ente. Le tariffe sono stabilite da ciascun Comune con apposito regolamento e variano in base a:
- Superficie occupata (misurata in metri quadrati)
- Durata dell'occupazione (permanente o temporanea/stagionale)
- Zona del territorio comunale (centro storico, zone periferiche, ecc.)
- Tipologia di occupazione (con o senza strutture fisse)
E' importante ricordare che durante il periodo pandemico (2020-2023) il legislatore aveva introdotto esenzioni e semplificazioni per i dehors dei pubblici esercizi. Queste agevolazioni sono state in gran parte superate, e dal 2024 si e' tornati al regime ordinario, salvo specifiche proroghe locali.
L'autorizzazione comunale: come richiederla
Per occupare suolo pubblico con un dehors, il ristoratore deve presentare una domanda di concessione al Comune competente. La procedura varia da Comune a Comune, ma generalmente prevede i seguenti passaggi:
Documenti necessari
- Domanda di concessione su modulo comunale, con indicazione della superficie richiesta e del periodo di occupazione
- Planimetria in scala dell'area da occupare, con indicazione degli arredi (tavoli, sedie, ombrelloni, fioriere, pedane, paraventi)
- Progetto degli arredi con descrizione dei materiali, colori e dimensioni, conforme al regolamento comunale per il decoro urbano
- Fotografie dello stato attuale dei luoghi
- Polizza assicurativa RC per danni a terzi derivanti dall'occupazione
- Titolo abilitativo per la somministrazione di alimenti e bevande (SCIA commerciale)
Autorizzazioni aggiuntive
In alcuni casi sono necessarie ulteriori autorizzazioni:
- Nulla osta della Soprintendenza: se il dehors si trova in zona sottoposta a vincolo paesaggistico o in prossimita' di beni culturali (D.Lgs. 42/2004)
- Parere della Polizia Municipale: per verificare che l'occupazione non ostacoli la viabilita' pedonale e veicolare
- Parere dell'ente proprietario della strada: se l'area insiste su strade provinciali o statali (art. 27 D.Lgs. 285/1992)
- Autorizzazione condominiale: se il dehors e' addossato alla facciata di un condominio privato
Il regolamento dehors comunale
Molti Comuni italiani hanno adottato specifici regolamenti per i dehors che disciplinano nel dettaglio:
Tipologie di allestimento
- Dehors leggero: tavoli e sedie senza strutture fisse, facilmente rimovibili. Di norma soggetto ad autorizzazione semplificata
- Dehors strutturato: con pedane, coperture, chiusure laterali, impianti di riscaldamento. Richiede un progetto piu' dettagliato e talvolta un titolo edilizio (CILA o SCIA edilizia)
Requisiti di decoro urbano
I regolamenti comunali impongono generalmente:
- Materiali di qualita' (legno, ferro battuto, alluminio verniciato) e divieto di materiali scadenti (plastica bianca, teli pubblicitari eccessivi)
- Colorazioni sobrie e coordinate con il contesto architettonico
- Altezza massima delle strutture di copertura
- Limiti alle insegne e alla pubblicita' sugli arredi
- Obbligo di mantenere un passaggio pedonale libero di almeno 150-200 cm sul marciapiede
Orari e stagionalita'
L'autorizzazione puo' essere annuale o stagionale (tipicamente da aprile a ottobre). Molti Comuni stabiliscono anche gli orari entro i quali il dehors puo' essere utilizzato, in relazione alla normativa sul rumore e alla quiete pubblica. Lo smontaggio degli arredi al termine dell'orario autorizzato puo' essere obbligatorio.
Costi e tariffe
Il costo dell'occupazione di suolo pubblico varia enormemente tra i diversi Comuni italiani. A titolo indicativo:
- Piccoli Comuni: da 10 a 30 euro al mq/anno
- Citta' medie: da 30 a 80 euro al mq/anno
- Grandi citta' (zone centrali): da 80 a oltre 200 euro al mq/anno
- Zone di pregio storico-artistico: tariffe maggiorate fino al 50-100%
A questi costi vanno aggiunti i diritti di istruttoria per la pratica (generalmente tra 50 e 200 euro) e le spese per la progettazione e l'allestimento degli arredi.
Occupazione abusiva: sanzioni
Occupare suolo pubblico senza autorizzazione o in difformita' da quanto concesso comporta conseguenze serie:
- Sanzione amministrativa: importo variabile stabilito dal regolamento comunale, generalmente da 200 a 500 euro
- Ordine di rimozione immediata degli arredi e ripristino dello stato dei luoghi
- Rimozione forzata a spese dell'occupante in caso di inadempimento
- Pagamento retroattivo del canone dovuto, con interessi e sanzioni tributarie
- Nei casi piu' gravi (occupazione di strade con pericolo per la circolazione), sanzioni ai sensi dell'art. 20 del Codice della Strada con importi da 173 a 694 euro
La normativa post-Covid e le prospettive future
Il D.L. 34/2020 (Decreto Rilancio) e i successivi provvedimenti avevano introdotto procedure semplificate per l'installazione dei dehors, con esenzione dal canone e possibilita' di presentare domande con procedura accelerata. La L. 14/2023 ha prorogato alcune di queste agevolazioni, ma il regime ordinario e' stato progressivamente ripristinato.
Il D.L. 19/2024, convertito con L. 56/2024, ha introdotto nuove disposizioni per la regolamentazione dei dehors, prevedendo una disciplina nazionale unitaria che mira a superare la frammentazione dei regolamenti comunali. I ristoratori devono monitorare l'evoluzione normativa e verificare sempre lo stato delle autorizzazioni con il proprio Comune.
Consigli pratici per il ristoratore
- Contattare l'Ufficio Commercio o il SUAP del Comune per conoscere il regolamento dehors locale prima di progettare l'allestimento
- Affidarsi a un progettista esperto per la redazione del progetto, soprattutto in zone vincolate
- Presentare la domanda con largo anticipo rispetto alla stagione estiva (almeno 60-90 giorni)
- Verificare la copertura assicurativa della propria polizza RC per danni causati a terzi nell'area del dehors
- Conservare l'autorizzazione e la ricevuta di pagamento del canone nel locale, pronta per essere esibita in caso di controlli
- Rispettare scrupolosamente la superficie concessa: anche pochi centimetri in piu' configurano occupazione abusiva
Accessibilita' e Barriere Architettoniche nel Dehors
Un aspetto spesso trascurato nella progettazione dei dehors riguarda l'accessibilita' per le persone con disabilita'. Il D.P.R. 503/1996 e la L. 104/1992 impongono che gli spazi pubblici e aperti al pubblico siano accessibili a tutti. Questo significa che il dehors deve prevedere:
- Percorsi di accesso privi di barriere architettoniche e gradini
- Pedane con rampe di accesso a norma (pendenza massima 8%)
- Spazi adeguati tra i tavoli per il passaggio di sedie a rotelle (minimo 90 cm)
- Almeno un tavolo accessibile a persone su sedia a rotelle (altezza sottopiano minima 70 cm)
La mancata accessibilita' del dehors puo' comportare non solo sanzioni amministrative, ma anche l'obbligo di rimozione delle strutture non conformi.
Aspetti Assicurativi e di Sicurezza
L'allestimento di un dehors amplia il perimetro della responsabilita' civile del ristoratore. I rischi specifici includono:
- Caduta di strutture: ombrelloni, tende e strutture di copertura possono essere trascinati dal vento, causando danni a persone e cose
- Inciampo e cadute: pedane, dislivelli e pavimentazioni irregolari sono causa frequente di incidenti
- Danni a veicoli: arredi posizionati in prossimita' della carreggiata possono interferire con la circolazione
- Furti e vandalismi: gli arredi esterni sono maggiormente esposti a sottrazione o danneggiamento
E' fondamentale verificare che la propria polizza RC copra espressamente l'area del dehors e gli eventi ad essa correlati. Molte polizze standard escludono i danni derivanti da strutture esterne o richiedono un'estensione specifica con un premio aggiuntivo.
Riscaldamento e Illuminazione del Dehors
L'installazione di funghi riscaldanti (a gas o elettrici) e di impianti di illuminazione nel dehors richiede attenzione a specifici aspetti normativi. I riscaldatori a gas devono essere conformi alla normativa UNI EN 14543 e installati nel rispetto delle distanze di sicurezza da materiali combustibili. Alcuni Comuni hanno introdotto limitazioni o divieti all'uso di riscaldatori a gas nei dehors per motivi ambientali, privilegiando soluzioni elettriche a infrarossi.
Gli impianti elettrici installati all'esterno devono essere conformi alla normativa CEI 64-8, con grado di protezione minimo IP44 per garantire la sicurezza in caso di pioggia. L'allacciamento alla rete elettrica del locale deve essere verificato da un elettricista qualificato, che rilasci la dichiarazione di conformita' ai sensi del D.M. 37/2008.
Dehors su Suolo Privato: Differenze Normative
Quando il dehors viene allestito su suolo privato (cortile interno, giardino di proprieta' o in concessione), non e' necessaria l'autorizzazione per l'occupazione di suolo pubblico e non si paga il Canone Unico Patrimoniale. Tuttavia, restano applicabili le norme urbanistiche ed edilizie: strutture fisse o semipermenenti possono richiedere una CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) o una SCIA edilizia al Comune. In zone vincolate, anche su suolo privato e' necessario il nulla osta della Soprintendenza ai sensi del D.Lgs. 42/2004. Il ristoratore deve inoltre rispettare il regolamento condominiale se il locale si trova in un edificio condominiale, poiche' il dehors potrebbe alterare il decoro architettonico o generare rumori molesti per i residenti.