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IVA nella ristorazione: aliquote, detrazioni e errori da evitare

di Redazione RistoratorePro Pubblicato il 02/07/2026 Aggiornato il 02/07/2026 9 min di lettura

Le aliquote IVA che riguardano il tuo locale

La ristorazione in Italia è soggetta a un regime IVA che può sembrare semplice in superficie ma nasconde diverse sfumature. L'aliquota ordinaria per la somministrazione di cibi e bevande al tavolo è del 10%, una delle più favorevoli nel panorama europeo. Questa aliquota si applica sia al servizio al tavolo sia all'asporto di cibi cotti e preparati pronti per il consumo.

Attenzione però: non tutto ciò che vendi nel tuo locale rientra nel 10%. Le bevande alcoliche con gradazione superiore a 1,2% (vino, birra, cocktail) sono soggette all'aliquota del 22% quando vendute separatamente, ma rientrano nel 10% quando fanno parte di un pasto completo servito al tavolo (il cosiddetto "servizio di ristorazione"). Questa distinzione è fondamentale per la corretta fatturazione.

Per i prodotti alimentari venduti senza somministrazione (ad esempio una bottiglia di vino venduta chiusa al cliente che la porta via), l'aliquota può variare: 4% per i beni di prima necessità (pane, latte, frutta), 10% per la maggior parte dei prodotti alimentari trasformati, 22% per alcune categorie specifiche.

Le detrazioni fiscali più importanti per i ristoratori

Come titolare di un'attività di ristorazione, hai diritto a detrarre l'IVA sugli acquisti strumentali all'attività. Questo significa che l'IVA pagata sui seguenti acquisti è recuperabile:

  • Materie prime e ingredienti: tutta l'IVA pagata ai fornitori di alimenti e bevande è detraibile al 100%.
  • Attrezzature di cucina e sala: forni, frigoriferi, lavastoviglie, arredi — l'IVA è interamente detraibile.
  • Utenze: gas, elettricità, acqua per uso professionale.
  • Servizi professionali: commercialista, consulente HACCP, manutenzioni.
  • Canoni di locazione commerciale: se il proprietario ha optato per l'IVA sul canone.

Un caso particolare riguarda le auto aziendali: la detrazione IVA è limitata al 40% (o al 100% se il veicolo è utilizzato esclusivamente per l'attività, cosa rara nella ristorazione). Per i costi di rappresentanza (cene con clienti, omaggi), la detraibilità dell'IVA è totale se il costo unitario non supera i 50 euro.

Lo scontrino elettronico e la trasmissione telematica

Dal 2020, tutti i ristoranti devono emettere lo scontrino elettronico (più correttamente: "documento commerciale") e trasmettere i corrispettivi telematicamente all'Agenzia delle Entrate. Il registratore telematico (RT) sostituisce il vecchio registratore di cassa e invia i dati giornalieri entro 12 giorni dalla chiusura.

Se il tuo RT si guasta, hai l'obbligo di annotare i corrispettivi su un registro di emergenza e di ripristinare la trasmissione entro i termini. La mancata trasmissione può comportare sanzioni dal 90% al 180% dell'imposta non documentata.

Per i ristoranti che emettono anche fatture (ad esempio per pranzi aziendali o eventi), ricorda che la fattura elettronica va emessa tramite il Sistema di Interscambio (SDI) e che non devi emettere anche lo scontrino per la stessa operazione.

Errori comuni da evitare

Nella nostra esperienza, gli errori IVA più frequenti nella ristorazione sono:

  1. Confondere somministrazione e vendita: applicare il 10% su una vendita che dovrebbe essere al 22% (o viceversa). Ad esempio, una bottiglia di vino venduta chiusa per asporto non è somministrazione.
  2. Non separare le aliquote in cassa: il registratore telematico deve essere programmato per gestire le diverse aliquote. Molti ristoratori applicano un'unica aliquota a tutto, rischiando contestazioni.
  3. Dimenticare le autofatture: se acquisti prodotti da un agricoltore in regime di esonero, devi emettere un'autofattura.
  4. Non conservare i giustificativi: le fatture di acquisto vanno conservate per 10 anni (non 5) ai fini civili.
  5. Sbagliare il regime IVA per il delivery: la consegna a domicilio di cibi preparati è somministrazione (10%), non cessione di beni.

IVA e rapporto con il commercialista

Anche se hai un commercialista che gestisce la contabilità, è fondamentale che tu comprenda le basi dell'IVA. Questo ti permette di:

  • Verificare che il registratore telematico sia configurato correttamente.
  • Controllare che le fatture dei fornitori riportino l'aliquota giusta.
  • Pianificare gli acquisti sapendo quanto IVA potrai recuperare.
  • Evitare contestazioni in caso di verifica fiscale.

Un consiglio pratico: ogni trimestre, chiedi al commercialista il saldo IVA progressivo. Se sei sempre a debito (versi più IVA di quanta ne recuperi), potrebbe essere il segnale che i tuoi margini sono troppo bassi o che stai applicando aliquote sbagliate sugli acquisti.

Le novità fiscali da tenere d'occhio

Il quadro normativo dell'IVA nella ristorazione è in continua evoluzione. Negli ultimi anni ci sono state modifiche importanti: l'obbligo di fatturazione elettronica esteso ai forfettari, l'introduzione dell'esterometro per le operazioni con l'estero, e nuove regole per le piattaforme di delivery che possono diventare sostituti d'imposta.

Tieniti aggiornato tramite il tuo commercialista e le associazioni di categoria (FIPE, Confcommercio, Confesercenti): le sanzioni per errori IVA possono arrivare fino al 180% dell'imposta evasa, più gli interessi.

Redazione RistoratorePro

La redazione di RistoratorePro.it è composta da professionisti della ristorazione e consulenti di settore. Ogni guida viene scritta, verificata e aggiornata periodicamente per fornire informazioni pratiche e affidabili a chi gestisce un locale in Italia.

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Domande frequenti

Qual è l'aliquota IVA per la ristorazione in Italia?

L'aliquota IVA per la somministrazione di cibi e bevande al tavolo è del 10%. Per le bevande alcoliche vendute separatamente si applica il 22%, ma rientrano nel 10% se parte di un pasto completo servito al tavolo.

Posso detrarre l'IVA sugli acquisti per il ristorante?

Sì, l'IVA sugli acquisti strumentali (materie prime, attrezzature, utenze, servizi professionali) è detraibile al 100%. Fanno eccezione le auto aziendali (detraibilità al 40%) e alcuni costi di rappresentanza.

Cosa succede se applico l'aliquota IVA sbagliata?

L'applicazione di un'aliquota errata può comportare sanzioni dal 90% al 180% dell'imposta non correttamente documentata, oltre agli interessi. È importante programmare correttamente il registratore telematico con le diverse aliquote.

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