L'opportunità della terrazza
Per un ristorante con 40 coperti interni, aggiungere 20 coperti all'esterno nei mesi da aprile a ottobre significa un potenziale aumento del fatturato del 30-50%. Ma la terrazza non è semplicemente "mettere dei tavoli fuori": servono permessi, investimenti e un'organizzazione del servizio adeguata.
Permessi e burocrazia
L'occupazione di suolo pubblico (marciapiede, piazza, zona pedonale) richiede un'autorizzazione comunale, normalmente rilasciata dall'ufficio SUAP. I requisiti variano da comune a comune, ma i punti comuni sono:
- Domanda al comune: con planimetria dell'area, tipologia di arredi, periodo richiesto.
- Canone di occupazione: il costo varia enormemente (da poche centinaia di euro a diverse migliaia per anno, in base al comune e alla zona). Nei centri storici e nelle zone turistiche i canoni sono significativamente più alti.
- Vincoli estetici: molti comuni, soprattutto nei centri storici, impongono colori, materiali e dimensioni degli arredi esterni. Verifica prima di acquistare.
- Orari: l'autorizzazione può prevedere limiti orari, soprattutto in zone residenziali (ad esempio, obbligo di rimuovere tavoli e sedie entro le 23:00).
Per approfondire gli aspetti burocratici, consulta la nostra guida sulla normativa dehors.
Arredi: cosa comprare
L'investimento in arredi esterni deve bilanciare estetica, durabilità e praticità.
- Tavoli: privilegia materiali resistenti alle intemperie (alluminio, acciaio inox, legno trattato, resina). Devono essere stabili anche in caso di vento.
- Sedie: impilabili per facilitare lo stoccaggio notturno. Leggere ma stabili.
- Ombrelloni o tende: indispensabili per il sole diretto. Gli ombrelloni a braccio decentrato sono più pratici (nessun palo centrale che intralcia). Le tende a pergola offrono una copertura più stabile, ma costano 5-10 volte di più.
- Fioriere e delimitazioni: separano visivamente la tua area da quella pubblica e creano un senso di intimità.
- Illuminazione: catene di lampadine, candele, faretti a bassa intensità. La luce giusta trasforma la terrazza in un luogo magico la sera.
Budget indicativo per 20 coperti esterni: 3.000-8.000 euro per un allestimento di buon livello, che dura 5-10 anni con la giusta manutenzione.
Organizzazione del servizio
La terrazza aggiunge complessità al servizio:
- Personale aggiuntivo: 20 coperti in più richiedono almeno un cameriere in più, soprattutto se la terrazza è distante dalla cucina.
- Percorso cucina-terrazza: più è lungo, più i piatti si raffreddano. Organizza il percorso per minimizzare i tempi di trasporto. Se possibile, prevedi un punto di appoggio intermedio.
- Vento e intemperie: tovaglioli che volano, menu che sbattono, pioggia improvvisa. Prepara fermacarte, menu plastificati e un piano rapido di rientro in caso di maltempo.
- Rumore: la terrazza è più rumorosa della sala interna (traffico, passanti). Considera musica di sottofondo per creare un'atmosfera che copra il rumore di fondo senza disturbare.
Chiusura e stoccaggio notturno
Ogni sera, tavoli e sedie vanno o ancorati saldamente (catena con lucchetto) o riposti all'interno. Gli ombrelloni vanno chiusi e assicurati per evitare danni da vento notturno. Le fioriere, se di valore, vanno fissate al suolo.
Il tempo di allestimento e smontaggio giornaliero (se richiesto dal comune) è una voce di costo da non sottovalutare: 20-30 minuti a inizio e fine giornata, moltiplicati per 180 giorni di terrazza, sono 60-90 ore di lavoro all'anno.
Il calcolo: conviene la terrazza?
Esempio semplificato: 20 coperti aggiuntivi × scontrino medio 25 euro × 60% di occupazione × 180 giorni = 54.000 euro di fatturato aggiuntivo. Sottratti food cost (35%), personale aggiuntivo, canone comunale e ammortamento arredi, il margine netto può essere del 15-25% — ovvero 8.000-13.000 euro di utile. Per la maggior parte dei locali, ne vale la pena.
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