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Come mettersi in regola con la somministrazione di alimenti e bevande

di Redazione RistoratorePro Pubblicato il Aggiornato il 08/07/2026 9 min di lettura

Cos'è la somministrazione di alimenti e bevande

La somministrazione di alimenti e bevande è l'attività di vendita per il consumo sul posto in un locale aperto al pubblico. Include ristoranti, trattorie, pizzerie, bar, pub, gelaterie — qualsiasi attività in cui il cliente mangia o beve nei tuoi spazi.

Non rientra nella somministrazione la vendita per asporto pura (senza consumo in loco), che segue un iter diverso e più semplice.

Requisiti soggettivi: chi può somministrare

Per avviare un'attività di somministrazione devi possedere due tipi di requisiti.

Requisiti morali

Non devi avere:

  • Condanne per reati gravi (contro la persona, il patrimonio, l'igiene alimentare, la pubblica amministrazione)
  • Dichiarazione di fallimento non riabilitata
  • Misure di prevenzione antimafia
  • Sanzioni accessorie che impediscano l'esercizio dell'attività commerciale

Questi requisiti si attestano con autocertificazione nella SCIA. Dichiarare il falso è reato penale.

Requisiti professionali

Devi dimostrare la competenza professionale in uno di questi modi:

  1. Aver frequentato e superato il corso SAB (Somministrazione Alimenti e Bevande) presso un ente accreditato dalla Regione — leggi la guida al corso SAB
  2. Avere un diploma di scuola alberghiera o equivalente (istituto professionale per i servizi enogastronomici)
  3. Aver lavorato almeno 2 anni negli ultimi 5 nel settore alimentare, in proprio o come dipendente qualificato (non semplice lavapiatti)

Il requisito professionale deve essere posseduto dal titolare (ditta individuale) o da un legale rappresentante, socio o preposto (società). Il preposto è una persona designata che garantisce la competenza professionale per conto della società.

Il locale: requisiti oggettivi

Il locale deve rispettare:

  • Destinazione d'uso compatibile con la somministrazione (commerciale)
  • Requisiti urbanistici: conformità al piano regolatore e al regolamento edilizio del Comune
  • Requisiti igienico-sanitari: superfici minime, aerazione, servizi igienici separati per personale e pubblico, cucina con layout a norma — vedi la nostra guida ai requisiti igienico-sanitari
  • Conformità degli impianti: elettrico, idrico, gas, scarichi a norma e certificati
  • Sicurezza antincendio: se il locale supera determinate soglie di metratura o capienza

La SCIA: come si presenta

La SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) è il documento che comunica al Comune l'avvio dell'attività di somministrazione. Si presenta al SUAP (Sportello Unico Attività Produttive).

La SCIA ha efficacia immediata: puoi iniziare l'attività dal giorno della presentazione. Ma non significa che non ci siano controlli — il Comune ha 60 giorni per verificare la conformità di tutto quanto dichiarato.

Alla SCIA vanno allegati:

  • Attestazione dei requisiti morali e professionali
  • Planimetria del locale
  • Titolo di possesso (contratto d'affitto o proprietà)
  • Dichiarazioni di conformità degli impianti
  • Notifica sanitaria (registrazione OSA)

Obblighi post-apertura

Una volta aperto, devi mantenere la conformità nel tempo:

  • Manuale HACCP sempre aggiornato e applicato
  • Formazione continua del personale (rinnovo attestati HACCP)
  • Comunicazione variazioni al SUAP: cambio orari, ampliamento spazi, cambio del preposto
  • Pagamento diritti annuali: Camera di Commercio, eventuale COSAP per dehors, SIAE/SCF per musica
  • Rispetto degli orari comunicati al Comune
  • Esposizione dei prezzi: listino visibile dall'esterno o all'ingresso

Somministrazione temporanea: eventi e sagre

Se vuoi somministrare in occasione di eventi, fiere o sagre, non serve la SCIA ordinaria ma una comunicazione di somministrazione temporanea al Comune, con tempistiche e requisiti semplificati. Il requisito professionale SAB resta necessario.

Errori da evitare

  • Aprire senza SCIA: l'attività abusiva è un illecito penale, non solo amministrativo
  • Dimenticare la notifica sanitaria: è separata dalla SCIA e va presentata all'ASL
  • Non designare il preposto: nelle società, se nessun socio ha il requisito SAB, serve un preposto formalmente designato
  • Ignorare le variazioni: un ampliamento della sala, l'aggiunta di un dehors o il cambio del preposto vanno comunicati; non farlo espone a sanzioni

Per una checklist completa di tutti i documenti, consulta la guida documenti per aprire un ristorante.

Redazione RistoratorePro

La redazione di RistoratorePro.it è composta da professionisti della ristorazione e consulenti di settore. Ogni guida viene scritta, verificata e aggiornata periodicamente per fornire informazioni pratiche e affidabili a chi gestisce un locale in Italia.

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