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Aprire un ristorante: tutti i documenti necessari (checklist aggiornata)

di Redazione RistoratorePro Pubblicato il Aggiornato il 08/07/2026 10 min di lettura

Perché serve una checklist documentale

Aprire un ristorante in Italia richiede la raccolta di decine di documenti tra autorizzazioni comunali, certificazioni sanitarie, adempimenti fiscali e requisiti tecnici. Dimenticarne anche solo uno può bloccare l'apertura o, peggio, portare a sanzioni dopo l'avvio.

Questa checklist è organizzata in ordine cronologico: segui le fasi nell'ordine in cui dovrai affrontarle nella pratica.

Fase 1: Requisiti personali del titolare

Prima ancora di cercare un locale, verifica di possedere i requisiti soggettivi.

  • Requisito professionale SAB: diploma alberghiero, oppure esperienza documentata di almeno 2 anni nel settore, oppure superamento del corso SAB
  • Requisiti morali: assenza di condanne per reati gravi, fallimento non riabilitato, misure di prevenzione. Si attestano con autocertificazione nella SCIA
  • Documento d'identità e codice fiscale in corso di validità

Fase 2: Costituzione dell'impresa

Devi decidere la forma giuridica (ditta individuale, SRL, SAS, ecc.) e formalizzarla.

  • Atto costitutivo e statuto (per le società): redatti dal notaio
  • Apertura partita IVA: modello AA9/12 (ditte individuali) o comunicazione unica (società)
  • Iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio
  • Iscrizione INPS per la gestione previdenziale
  • Iscrizione INAIL per l'assicurazione infortuni
  • Comunicazione Unica: un'unica pratica telematica che copre Agenzia Entrate, INPS, INAIL e Camera di Commercio

Fase 3: Il locale — documenti urbanistici e edilizi

Il locale deve essere idoneo alla destinazione d'uso di somministrazione.

  • Contratto di affitto o atto di proprietà registrato
  • Certificato di agibilità/abitabilità del locale
  • Planimetria catastale aggiornata
  • Destinazione d'uso commerciale: se il locale ha destinazione diversa, serve la pratica di cambio (CILA o SCIA edilizia)
  • Eventuale DIA/SCIA edilizia per lavori di ristrutturazione
  • Certificato di conformità degli impianti: elettrico, idraulico, gas, condizionamento (rilasciati dagli installatori abilitati, con il modello Di.Co.)

Fase 4: Sicurezza e prevenzione incendi

  • Documento di Valutazione dei Rischi (DVR): obbligatorio se hai anche un solo dipendente
  • SCIA antincendio o attestazione di conformità antincendio: obbligatoria per locali sopra determinate soglie (generalmente oltre 150 mq o con capienze superiori)
  • Certificato di prevenzione incendi (per attività soggette al controllo dei VVF)
  • Piano di emergenza ed evacuazione
  • Attestato corso antincendio per il personale designato
  • Attestato corso primo soccorso per gli addetti

Fase 5: Igiene e sicurezza alimentare

  • Notifica sanitaria (registrazione OSA): la registrazione come Operatore del Settore Alimentare presso l'ASL
  • Manuale di autocontrollo HACCP: il documento che descrive le procedure igieniche del tuo locale. Leggi la guida HACCP
  • Attestati formazione HACCP: per il responsabile e per tutti gli addetti
  • Relazione tecnica igienico-sanitaria: redatta da un tecnico, dimostra che cucina, depositi, bagni e spazi rispettano i requisiti
  • Planimetria con layout cucina: percorso sporco/pulito, posizione attrezzature, punti acqua

Fase 6: SCIA di somministrazione

La SCIA è il documento centrale: la Segnalazione Certificata di Inizio Attività che presenti al SUAP del tuo Comune.

  • Modulo SCIA somministrazione compilato (scaricabile dal sito del Comune o dal portale SUAP regionale)
  • Autocertificazione requisiti morali e professionali
  • Copia del titolo di possesso del locale (affitto o proprietà)
  • Planimetria del locale con layout sala e cucina
  • Conformità impianti (allegare le Di.Co.)
  • Eventuale nulla osta di impatto acustico (richiesto da alcuni Comuni)
  • Marca da bollo da €16

La SCIA ha efficacia immediata: puoi aprire il giorno stesso della presentazione. Ma il Comune ha 60 giorni per verificare e, se trova irregolarità, può sospendere l'attività.

Fase 7: Adempimenti fiscali e POS

  • Registratore telematico attivato e censito all'Agenzia delle Entrate
  • POS per pagamenti elettronici: obbligatorio accettare carte
  • Libro unico del lavoro (se hai dipendenti)
  • Comunicazione al Comune per orari di apertura

Fase 8: Documenti aggiuntivi (per casi specifici)

  • Autorizzazione occupazione suolo pubblico: se hai dehors o tavolini esterni
  • Licenza SIAE e SCF: se diffonde musica d'ambiente
  • Autorizzazione somministrazione alcolici: compresa nella SCIA se somministri in sede; se vendi per asporto (enoteca) servono requisiti aggiuntivi
  • Autorizzazione per insegna: molti Comuni richiedono autorizzazione per l'insegna esterna
  • Comunicazione al Comune per videosorveglianza e informativa privacy GDPR se installi telecamere

Quanto tempo serve per raccogliere tutto

In condizioni ideali — locale già a norma, nessun lavoro edilizio — puoi completare tutto in 4-8 settimane. Se servono lavori di adeguamento, il tempo può salire a 3-6 mesi.

Il consiglio più importante: inizia dai documenti del locale (agibilità, conformità impianti, destinazione d'uso). Sono quelli che richiedono più tempo e che, se mancano, bloccano tutto il resto.

Per i costi associati a ogni voce, consulta la guida quanto costa la licenza per aprire un ristorante.

Redazione RistoratorePro

La redazione di RistoratorePro.it è composta da professionisti della ristorazione e consulenti di settore. Ogni guida viene scritta, verificata e aggiornata periodicamente per fornire informazioni pratiche e affidabili a chi gestisce un locale in Italia.

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